“Genius Loci” vuole rappresentare un modo per raccontare e far comprendere il carattere di un luogo, l’interazione tra l’identità di un luogo e l’ambiente fisico che lo circonda. Nell’antico borgo medievale di Teggiano l’entità di uno spirito sacro (Genius) ancora vigile e presente nelle caratteristiche dei luoghi si percepisce e si avverte. Sembra che il tempo si sia fermato, mantenendo luoghi e identità inalterate, le caratteristiche socio-culturali, la forma architettonica e urbanistica, gli usi e i costumi, la cultura e l’espressione di un’intera comunità sembrano ancorate al passato e alle proprie origini. Teggiano è un luogo eterno sospeso tra passato e presente.
IL LUOGO
Teggiano e i suoi dintorni sono parte del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, inserito dall’UNESCO nella lista dei Siti Patrimonio dell’Umanità. Porzioni del suo territorio comunale rientrano in due distinti “Siti d’Interesse Comunitario“ (SIC) siti ambientali istiuiti dalla Commissione Europea in attuazione della Direttiva Comuitaria “Habitat”; essi sono SIC Balze di Teggiano e il SIC Monte Motola. Il centro storico della cittadina sorge sulla sommità di una collina che domina un territorio particolarmente ricco di bellezze ambientali e storia. I più conosciuti tra i signori di Teggiano furono i componenti della famiglia Sanseverino, i quali – soprattutto nel corso del XV secolo – vollero abbellirla con monumenti e pregevoli opere d’arte. Ed è per questo che oggi Teggiano può essere vista come uno scrigno di tesori, che merita di essere scoperto e apprezzato.
LA STORIA
A chi si deve la fondazione di Teggiano? C’è chi pensa a coloni provenienti dalla Grecia; chi a popolazioni osco-sabelliche; chi a tribù di stirpe lucana. In epoca romana prese il nome di Tegianum, divenendo poi Dianum e quindi Diano. Nel Medioevo furono suoi signori i Sanseverino, una fra le famiglie più potenti del Regno di Napoli. Diano fu per davvero il luogo d’elezione dei Sanseverino: essi, infatti, non vollero solo abbellirla, ma la resero prospera e forte. L’influenza politica dei Sanseverino crebbe ancora quando nel 1463 il conte Roberto divenne principe di Salerno. Nel 1485 suo figlio, il principe Antonello, fu uno dei principali capi della Congiura dei baroni, tesa a colpire il potere del re aragonese di Napoli, Ferrante I. Nel 1497 Diano fu posta sotto assedio dalle truppe di Federico I, ultimo monarca aragonese di Napoli. Dopo tre mesi di resistenza, il sovrano offrì al principe Antonello una resa onorevole. Dall’avvento del potere spagnolo in poi cominciò il declino della città, che divenne vera depressione economica a seguito della grande epidemia di peste del 1656. Il gran numero di chiese, conventi e monasteri consentì a Diano di rimanere un importante centro religioso. Dal 1564 ospitò il seminario della Diocesi di Capaccio e nel 1586 papa Sisto V autorizzò il vescovo Lelio Morelli a stabilire qui la residenza vescovile. Nel 1850, con l’istituzione della diocesi di Diano, la città divenne sede vescovile. Nel 1882, infine, Diano assunse il nome definitivo di Teggiano.
MAPPA MONUMENTALE
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